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Costruire un roster ( con ) vincente

Meet The Best – 1 di 8 

Nicola Alberani: “la costruzione di un roster”

Si tratta di un vero e proprio inizio col botto quello di Meet The Best: a salire sul palco come primo relatore è infatti Nicola Alberani, attuale GM di Avellino e GM dell’anno nel 2014.
Anche se sarebbe doveroso, non starò ad elogiare Nicola per la sua bravura, vorrei subito passare ad un riassunto del suo intervento.

1. I possibili punti di partenza per la costruzione di un roster

Finisce la stagione.
Veniamo chiamati a costruire un roster per la stagione successiva, possiamo trovarci di fronte a questi 3 scenari:

  1. Seguire un’idea tecnica
    E’ ad esempio la filosofia di Trento: da anni seguono un’idea tecnica e cercano di mantenerla il più possibile adattando le scelte da fare sul mercato di conseguenza
  2. Seguire le opportunità date dal mercato
    Avellino segue questa filosofia: cominci facendo qualche chiamata e capisci quale potrebbe essere il tuo mercato e la tua squadra per la stagione successiva. Norris Cole ne è un chiaro esempio.
  3. Contratti pre-esistenti
    Arrivi in una squadra che ha già 2, 3 magari 4 giocatori che hanno già un contratto.
    A questo punto potresti / dovresti basare il tuo mercato su queste possibilità.

2. Scoutizzare è diverso da contestualizzare i giocatori

Ci siamo fatti un’idea di che linea seguirà il nostro mercato.
Ora andremo a fare delle valutazioni sui singoli giocatori, ma approcciando questo compito dovremo tenere bene in mente la differenza tra scouting e contestualizzazione.

2.1 Scouting di un giocatore di basket

Si tratta di valutare il singolo giocatore in base ad alcuni parametri abbastanza standard:

  • Attacco
  • Difesa
  • Corpo
  • Atletismo
  • Persona

2.2 Contestualizzazione di un giocatore di basket

In questo caso valuteremo il singolo in base ad un gruppo sociale: la squadra.
Considerando che ci dovremmo dare come obiettivo quello di avere un mix quanto più possibile equilibrato, nella valutazione entreranno a far parte questi fattori:

  • Età
  • Provenienza
  • Atletismo
  • Talento
  • Capacità di leggere le situazioni
  • Tipologia di giocatore: di palleggio / passaggio / creatore di gioco / finalizzatore / buon tiratore / passatore / rimbalzista
  • Tipologia di difensore: sulla palla vs lontano dalla palla
  • Durezza mentale / carattere: persone dure, motivate con obiettivo ed un ruolo molto chiaro.

4. Tecnologia

In questo lavoro di scoutizzazione e contestualizzazione ci può venire incontro la tecnologia ed in particolare il web.
E’ però assolutamente necessario fare una premessa: nessuna di queste ricerche sarà sufficiente.
La regola di Nicola è vedere sempre per ogni giocatore che gli interessa:

  • Almeno 5 partite in video
  • Averlo visto almeno una volta dal vivo

Siti specifici

Siti di Analytics

  • Courtside
  • Kenpom

Social Network

Google

Ricerche generiche per risultati mirati
Nome + Cognome giocatore + “problems / sex / law / drunk”

5. Giocatori

Come già anticipato al punto 2 una squadra di basket per essere vincente deve avere un giusto mix delle caratteristiche sopra elencate.
Andando più nel profondo della costruzione Nicola ci spiega che esistono due tipi di giocatori:

5.1 Giocatori ottimi se contestualizzati

Giocatori ottimi ma per cui dobbiamo chiederci anticipatamente:
– Dove lo andiamo a mettere?
– Con chi lo andiamo a mettere?
– In che sistema lo andiamo ad inserire?

Alcuni esempi:

  • Jimmy Baron a Kuban / Roma vs Rytas <— va aiutato: difensivamente / protetto
  • Toto Forray a Forlì vs Trento <— Se non incastrato nel modo giusto può non essere la persona giusta
  • Gigi Datome a Roma e dopo <— incastrato perfettamente a Roma con Bobby Jones
  • Marques Green o Maarty Leunen <— a livello di mercato nel suo arrivo ad Avellino erano giocatori con poco mercato perché non potevano più esser loro dei protagonisti

5.2 Giocatori che risolvono i problemi

Per parlare di questo argomento Nicola ci introduce una nuova distinzione:

QI = Intelligenza umana | AI = Intelligenza artificiale | LQ = Love Quotiente

Secondo Jack Ma ( fondatore di AliBaba) c’è una cosa che le macchine non potranno mai adottare e che farà sempre la differenza tra loro e noi: l’emotività.
Entrando nello specifico della pallacanestro questo LQ è una caratteristica propria di alcuni giocatori che le squadre che vogliono fare bene devono necessariamente avere a roster.
Sono quei giocatori difficili da scovare perché fanno cose che gli analytics non registrano.
Sono quelli che mettono umiltà, lavoro, che ci mettono in discussione dopo ogni scelta, dopo ogni vittoria ed ogni sconfitta, che possono fare un tuffo, dare energia alla squadra, dire una parolina giusta all’arbitro. 

Billy Donovan una volta ha detto che i giocatori per il 95% del tempo i giocatori non hanno la palla in mano.
Lui cerca giocatori che hanno controllo, dominio di quel 95% del tempo.

I giocatori di cui parla Donovan sono gli stessi di cui parla Nicola quando parla di LQ e, aggiungo io, sono quelli descritti nel libro “Help the Helper” di Kevin Pritchard

Alcuni esempi di questi giocatori:

  1. Stonerook
  2. Vanterpool
  3. I lituani di Reggio
  4. Brian Sacchetti + Vitali + Moss
  5. Toto Forray
  6. Julian Stone
  7. Bobby Jones
  8. Lorenzo D’Ercole
  9. Marques Green

6. Consigli

Immaginati la scena: è estate, hai seguito molti giocatori.
Qualcuno ha firmato, ma sei ancora alla ricerca di diversi pezzi da inserire ed il mercato non si muove.
I tifosi, la stampa, la proprietà ti fanno pressioni.
E tu, a parte qualche confronto con allenatore, società, colleghi, lavori praticamente da solo.

Facile scoraggiarsi, vero?

In questi casi Nicola consiglia di:

  1. Mantenere calma e fiducia nelle proprie idee
  2. Avere la forza di ricominciare da capo una, due, tutte le volte necessarie il processo di analisi, contestualizzazione, ricerca, trattativa

Cosa può aiutarci a mantenere il giusto focus e le corrette energie?

  • Seguire un unico filone
    La scelta riguardante i giocatori deve venire da un’idea condivisa.
    Non esiste che un giocatore lo scelga il presidente, uno l’allenatore, uno il dirigente.
    Tutte le squadre costruite in questo modo sono destinate a rendere poco
  • La forza della nostra rete
    Avere poche persone nella propria rete ma tutte molto fidate ed affidabili spesso fa la differenza.
    Fare una chiamata alla persona giusta per confrontarsi può permetterci di risparmiare ore di lavoro.
    Possiamo scoprire opportunità, possibili problemi, Può anche, perché no, semplicemente rinfrancarci e ridarci energia.
    Coltivare la propria rete è fondamentale per un GM.

Cosa ne dici di fare due chiacchiere?